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Dopo l’arrivo a Briona nel 1700, la famiglia Castaldi non ha più abbandonato la viticoltura su queste colline. Oggi Francesca e Marco portano avanti la tradizione della famiglia e del territorio.

origini

Grande appassionato di vigna il nonno Pierino ha sempre sperimentato e innovato, appassionato di meccanica non avendo grandi mezzi economici non si è lasciato certo fermare dalle difficoltà, e alla fine della seconda guerra mondiale, recuperando pezzi meccanici di mezzi diversi si è costruito il suo primo trattore, che ha chiamato “Figlio di nessuno”. Ha sempre creduto nel territorio e nella qualità, in cantina abbiamo ancora delle bottiglie di Fara 1969, anno primo della storia di questa denominazione.

Storia

Nel 1997 sua figlia Francesca inizia ad occuparsi dei vigneti di famiglia e comincia un’opera di rinnovamento dell’azienda. In vigna, progressivamente abbandona il sistema di allevamento delle viti a “tendone o pergola”, ancora largamente utilizzato sul territorio, in favore del Guyot che garantisce una maggior longevità ai vigneti insieme ad un migliore livello qualitativo delle uve. Si occupa inoltre del reimpianto di alcune parcelle, scegliendo sesti d’impianto idonei alla viticoltura moderna, per ottimizzare la qualità del prodotto insieme all’efficienza delle operazioni di gestione del vigneto. Inizialmente solamente una piccola parte delle uve raccolte viene vinificata nella cantina del fratello Giuseppe.

azienda

Con il passare degli anni nasce la necessità di creare una cantina dove poter arrivare a lavorare la totalità della produzione utilizzando attrezzature più moderne. Nel 2011, si concludono i lavori di ristrutturazione del vecchio portico dove già Pierino vinificava le prime annate di Fara DOC. La nuova cantina permette a Francesca di proseguire sui i mosti il lavoro iniziato in campo, potendo così davvero interpretare in chiave moderna con i suoi vini le tradizioni del territorio di Briona. Dal 2016 suo figlio Marco inizia a lavorare con lei in azienda, garantendo così la continuazione della tradizione vitivinicola della famiglia Castaldi.

cantina

Costruita nel 2011 a partire dalla ristrutturazione del vecchio portico già impiegato come sito di vinificazione dalle generazioni precedenti, la cantina ha portato con sé un miglioramento qualitativo decisivo per i vini. I mosti fermentano in vasche in cemento vetrificato ed i vini da invecchiamento vengono affinati in botti di rovere. Le nuove attrezzature di cantina hanno reso possibile una maggiore cura nei processi di trasformazione delle uve, garantendo vini qualitativamente raffinati ed eleganti. Una parte della cantina, che è anche il punto vendita aziendale, è adibita a sala di degustazione, dove è possibile assaggiare i vini e organizzare piccoli eventi.

Vigneti

I vigneti brionesi occupano gran parte di un magnifico pianoro, un terrazzamento di origine fluvio-glaciale ai piedi delle Alpi. Queste colline di età Pleistocenica (circa 400.000 anni fa), proseguono lunghe e regolari fino a raggiungere il Monte Rosa. Il terreno è composto da argille e limo negli strati superficiali e da ciottoli in profondità.

Gli 8 ettari dei vigneti della famiglia, reimpiantati tra il  1997  e il 2005 oggi hanno raggiunto la maturità e l’equilibrio necessari a garantire una migliore e più ricca composizione delle uve. La varietà principale è il Nebbiolo, che su questi terreni acquisisce peculiari caratteristiche di eleganza e raffinatezza. Insieme al Nebbiolo nei vigneti Castaldi si trovano Vespolina, Uva Rara e bianco autoctono che essendo cultivar autoctone aiutano a definire la tipicità e la tradizione delle colline di Briona. La gestione dei vigneti è per lo più manuale, il che comporta un maggiore dispendio di tempo investito nelle lavorazioni in campo controbilanciato però da un guadagno in termini di qualità del prodotto ottenuto. Durante la vendemmia i grappoli vengono selezionati sulla pianta e vengono raccolti con cura in piccole ceste da 20 kg.

filosofia

Sempre attenta allo sviluppo delle migliori tecniche di coltivazione del vigneto, la famiglia Castaldi ha aderito fin dai suoi esordi alla fine degli anni Ottanta al regolamento 2078 (ora Piano di Sviluppo Rurale) al fine di condurre una lotta alle avversità della vite che abbia il minore impatto ambientale possibile. Vengono utilizzati mezzi biologici di controllo delle malattie della vite  e tecniche di lavorazione del terreno che ostacolano in modo naturale lo sviluppo delle erbe infestanti.

L’uso dei diserbi chimici è stato abolito così da conservare e proteggere la biodiversità delle erbe spontanee e degli insetti utili per le viti. La gestione dei vigneti è manuale e attenta così da ottenere sempre la massima eccellenza qualitativa della produzione. Durante la fermentazione l’obiettivo è la valorizzazione del patrimonio aromatico di queste uve che permette la creazione di vini che raccontano il territorio da cui provengono. Le tecniche di vinificazione sono ottimizzate in chiave moderna, ma la tradizione rimane il riferimento principale: il tempo è il fattore che più di tutto scandisce i ritmi dalla vendemmia alla bottiglia.